IL PESCE D'APRILE

Le origini di questa festa, che si tramanda da secoli in molti paesi del mondo, sono incerte.

Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni - basate più su congetture teoriche che su dati scientificamente provati - che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero.

L’ipotesi più accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio. La vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi e scherniti.

Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dèi offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con lazzi, burle e buffonerie.

Con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituite con altre festività religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni tipo.

Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del mondo.


Confessor || 00:54 || martedì, 01 aprile 2008
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Ieri, come ogni anno, sono stato in visita ad un frantoio per assaggiare l’olio “nuovo”, appena “molito” (spremuto)...

L'albero simbolo di Luce Divina, Sapienza, Vita, Rigenerazione, Castità, Prosperità e Pace ci dona un’ambrosia preziosissima che è alla base della nostra civiltà mediterranea.

L'ulivo, si diceva, era il regalo che Atena aveva fatto per meritare di essere riconosciuta come sovrana della città di Atene:
Poseidone ed Atena si disputavano la sovranità sulla città appena fondata ed entrambi vollero fare un dono chiedendo poi agli stessi cittadini chi volessero come protettore. Poseidone fece comparire un magnifico cavallo, mentre Atena fece nascere dal terreno un ulivo. A quel punto dalla folla si fece avanti uno degli anziani più autorevoli affermando che entrambi i doni erano degni di essere scelti e avevano un significato: il cavallo rappresentava la forza, il coraggio, la guerra, mentre l'ulivo la prudenza, la serenità, la pace. L'anziano disse anche che la guerra poteva portare ricchezze, potere, ma era incerta; invece la pace, anche se i beni che concedeva erano meno vistosi, erano anche più sicuri e duraturi. Tutti concordarono con le parole dell'anziano e scelsero il dono di Atena.

atena olivi

 DEMOSTENE (politico ed oratore greco) disse di avere nella sua vita consumato più olio che vino, volendo mostrare quante erano state le sue vigilie e con quanta fatica egli era salito a quella gloria d'eloquenza.

invito mostra
In ultimo volevo invitarvi a visitare la mostra fotografica del Concorso “Oleovagando”, che si inaugurerà il giorno 24 novembre (ci sono due mie fotografie esposte).
Confessor || 17:25 || sabato, 10 novembre 2007
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è qui il racconto della Ninfa...

Confessor || 10:57 || mercoledì, 08 agosto 2007
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Nella categoria : poesie, visioni, miti, storia, babilonia - Permalink

BABILONIA

 

Ricordo i fasti

immortali,

dell’antica Babilonia.

 

Nei giardini pensili

a sera

passeggiavo sereno,

la brezza mi avvolgeva

il capo, cantandomi

le sue dolci nenie.

 

L’orizzonte

separava il cielo

dalla terra

e guardando

l’alto ziggurat 

il pensiero

correva a Dio.

 

La luna è enorme stanotte,

mi culla il suo sguardo

insidioso.

 

Un’inspiegabile pienezza

l’esistenza.


(poesia inedita)


untitledbabi

Confessor || 23:10 || sabato, 07 luglio 2007
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