Confessor || 00:47 || venerdì, 18 gennaio 2008
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Io ci riprovo...

(magari questo link funziona meglio degli altri)

attacco

Confessor || 11:45 || domenica, 21 ottobre 2007
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Un articolo che mi riguarda:

giornale

Visto il malfunzionamento del link, riscontrato cliccando sull'immagine, posto qui di seguito due link testuali che portano entrambi all'articolo, fatemi sapere se stavolta funzionano...

Link 1

Link 2

Confessor || 17:52 || venerdì, 12 ottobre 2007
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Riporto qui di seguito l’intervista fattami da Eliselle, pubblicata su Delirio.NET, riguardante la mia silloge “Cercando la dimora”.

 

Una raccolta che armonizza parole e immagini, poesia e fotografia. Un autore che ci racconta com'è nata la sua ultima opera, tassello di un percorso che dura da diversi anni, in un'originale ricerca artistica e letteraria.


Delirio.NET: Cercando la dimora, Oscuro labirinto per anime: mi soffermo sul sottotitolo. Sei mai entrato in quell'oscuro labirinto? E se sì, come ne sei uscito?


M.S.: Ne sono certamente entrato e, credo, di girovagare ancora tra i suoi cunicoli e meandri, questo mio libro credo sia la traccia materiale di questa “ricerca” della Luce. Il mio labirinto non ha un filo scaltramente disteso che mi possa far risalire all’uscita, devo affidarmi totalmente a me stesso per riuscire a trovarla (semmai ve ne sia una). Questi miei versi sono la “prova” di quello sforzo che compio costantemente per giungere verso “l’agognata Dimora” che, per me, è la metafora della Verità sull’Esistenza. Si badi bene che parlo di esistenza “terrena”, non mi riferisco a dimensioni metafisiche o irreali; questa mia raccolta poetica parla della “realtà del vivere”, che io sintetizzo ed incentro intorno alla figura femminile, Principio Supremo del “mondo sensibile”, fenomenico, contrapposto al principio maschile, essenzialmente “uranico”, quindi legato al “noumenico”, al mondo dell’astrazione e dell’idea. In ultima analisi, comunque, ritengo che non sia prerogativa umana giungere a “possedere” totalmente la Verità, questa, per chiunque di noi, è possibile rinvenirla, nei suoi vari aspetti, già nello stesso Cammino, nella Ricerca, nell’apertura “mistica” all’Altro, nel mio caso, mediante la Rivelazione poetica.

 

Delirio.NET: Un libro che unisce poesia a fotografie: com'è nata la passione per l'una e per l'altra?

M.S.: L’amore per la Poesia si è sviluppato e ha preso forma in maniera graduale, direi che il mio stesso temperamento, unito alla mia formazione, ha fatto sì che divenissi un “poeta”.
Tutto, credo, sia nato da un grande amore per la lettura che mi ha spinto, in una certa fase della mia vita, a cercare, a mia volta, di esprimere i miei sentimenti tramite la parola scritta.
Da sempre mi sono nutrito delle lezioni dei grandi maestri della letteratura, ricordo come “divorassi”, con una passione incontenibile, qualunque libro mi capitasse sotto mano, prediligevo i classici della letteratura, in particolar modo quella straniera. Intorno ai 15 anni avevo già una buona “panoramica” dei maggiori autori europei ed americani attivi tra ottocento e novecento, da Tolstoj ad Hemingway. Devo dire che la nutrita biblioteca paterna mi ha aiutato non poco.
In ambito prettamente poetico non voglio parlare di veri e propri “maestri”, ma sicuramente ci sono degli autori che mi hanno ispirato tantissimo, in primis c’è Baudelaire che ho amato da sempre, soprattutto nella superba traduzione dal francese di Gesualdo Bufalino; poi adoro le atmosfere surreali ed incantate di Federico Garcìa Lorca, che sono state per me un’ineguagliabile “scuola di sogni”, anche la “magia” delle liriche di Jorge Luis Borges posso dire abbia contribuito alla mia formazione. Per quanto riguarda autori cronologicamente più vicini a noi devo dire che ho un’incontenibile passione per il compianto Dario Bellezza, giustamente definito da Pasolini, nel 1971 (in occasione della pubblicazione dell’opera “Invettive e licenze”), “miglior poeta della nuova generazione”. Ciò che fa grande Bellezza è la sua capacità di infondere, in ogni suo verso, quel dramma esistenziale tipico dell’uomo moderno. Per me è il più grande poeta del secolo appena trascorso, un autore che consiglio di leggere per chi ama la poesia.
I miei primi “scritti”, che potrei definire “poetici”, li ho composti intorno ai 16 anni, credo fossero dedicati alla luna. Era un periodo meraviglioso quello, ero totalmente immerso in un mondo “sognante”, terreno ideale per produrre versi. Fino ai vent’anni fui davvero molto “prolifico” (un po’ come Rimbaud), tant’è che la maggior parte delle poesie che inserii nelle mie prime due raccolte, pubblicate nel 2001, risalgono a quei primi anni di attività poetica.
La passione per la Fotografia potrei affermare che sia, in me, un qualcosa di innato e si lega saldamente all’amore che ho per l’Arte in generale, infatti, sin da piccolo, ho sempre dipinto, disegnato, realizzato sculture, suonato…ho fatto, insomma, tutto ciò che potesse appagare il mio impeto creativo.
Mio padre è un fotografo dilettante ed è da lui che ho appreso i primi rudimenti fotografici, ricordo quando mi impartiva lezioni su come impostare diaframma, tempo di posa ecc...in pratica intorno ai dodici anni ero in grado di utilizzare senza problemi una reflex meccanica. Da allora non ho più smesso di scattare fotografie e col passare del tempo questa mia passione si è sempre più consolidata, fino a diventare, attualmente, una delle mie attività principali.
Ci sono diversi fotografi di cui mi piace lo stile, ma non ho degli autori a cui mi ispiro, posso dire che nutro un’immensa venerazione per Henry Cartier Bresson, uno dei pochi che riusciva a catturare, oltre alla luce fisica, la “luce interiore” dei soggetti che immortalava.

Delirio.NET: Ricollegandomi alla domanda precedente, quando e perché hai sentito il desiderio di unire poesia e fotografia in un unico volume?

M.S.: Prima della pubblicazione di questo mio recente lavoro, avevo lasciato queste due forme artistiche sempre autonome ed indipendenti l’una dall’altra, a parte qualche riferimento “concettuale” che avevo espresso riguardo le mie fotografie, definite come una specie di “epigrammi”, facendo riferimento a quei componimenti poetici, d’età classica, brevi, ma molto “intensi”.
La prima persona che mi suggerì, 4 anni fa circa, di “fondere” le due forme artistiche fu una ragazza, mia conoscente. Era convinta che avrei dovuto realizzare un progetto che accostasse le mie opere fotografiche a quelle poetiche. Io allora non diedi molta importanza alle sue parole, continuando, negli anni successivi, a tenere ben distinti i due settori, quasi avessi una sorta di timore nel “mettere a confronto” queste due forme d’arte così diverse tra loro.
La decisione di “fondere” poesia e fotografia, posso dire che, poi, è giunta nel modo più naturale possibile, senza alcuna forzatura. Ad un certo momento mi sono reso conto che avevo “nel cassetto” decine di poesie che avrebbero creato dei perfetti “connubi d’atmosfere” se affiancate ad alcuni miei scatti. In pratica, senza una precisa volontà programmatica, avevo percorso, in entrambi gli ambiti, un cammino con moltissime “affinità”. Così è nato il progetto “Cercando la Dimora”.

Titolo: Cercando la dimora
Autore: Michele Stuppiello
Anno: 2006
Editore: Carta e Penna Editore
Prezzo: 10 euro

Confessor || 11:06 || venerdì, 29 dicembre 2006
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