è qui il racconto della Ninfa...

Confessor || 10:57 || mercoledì, 08 agosto 2007
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Gulliver è la metafora consolidata dell'uomo che è arrivato a capire che non può nascondersi agli altri ed a se stesso, se non pagando un prezzo inaccettabile, e che sa, pur avendo viaggiato tra i nani di Lilliput e i giganti di Brobdingnag, tra i maghi di Glubbdubdrib e i cavalli sapienti di Houyhnhnm, che il viaggio più difficile e stupefacente è quello che ciascuno può compiere dentro sé stesso se accetta di confrontarsi e di rivedersi negli occhi e nei volti degli altri uomini che incontra lungo la sua strada.

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Confessor || 01:42 || sabato, 24 febbraio 2007
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"L'adorazione del piede", dal racconto biblico alla cultura fetish.



218 pagine, 18 euro
Editore Castelvecchi

Dall'Olympia di Manet a La Chiave di Junichiro Tanikazi, dalla Ninfa dormiente del Canova a Pulp Fiction di Quentin Tarantino. Fascino, desiderio, gioiosa ossessione: i piedi. Berarda Del Vecchio, ventottenne romana, è partita dalle proprie foto d'infanzia, una bimba di due anni che si succhia l'alluce, per raccontare, descrivere, storicizzare una passione e scrivere "L'adorazione del piede", ora nelle librerie grazie all'editore Castelvecchi.

La parte più bassa del corpo, quella a stretto contatto con la terra e la strada, sempre in bilico tra l'essere considerata "sporca" - fino a pochi anni fa addirittura messa al bando dal comune vocabolario, indicata con la parola "estremità" - ed essere ritenuta sensuale feticcio in grado di risvegliare o tener sempre vivo l'erotismo all'interno della coppia.

Il loto d'oro, l'usanza cinese di fasciare i piedi delle donne, è un simbolo storico della soggezione femminile, attrattiva sessuale per l'uomo, ma anche elemento di differenziazione sociale. Piedi piccoli, lunghi meno di otto centimetri, impedivano di camminare: in Cina, prima di diventare una sadica "moda", erano testimonianza di una posizione economica privilegiata. Infatti, la donna appartenente all'aristocrazia non aveva bisogno di muoversi perché l'uomo si occupava del suo mantenimento.

E andando a ritroso nel tempo,  Berarda Del Vecchio sfoglia la Bibbia ed elenca i piedi sacri, indagando misteri e significati, iconografia e iconologia: il demonio schiacciato da San Michele, Abramo che accoglie gli angeli e Gesù che si abbassa per lavare i piedi ai propri apostoli. Dalle rappresentazioni sacre al racconto mitologico dell'antica Grecia, ancora i piedi protagonisti: quelli gonfi di Edipo e il tallone d'Achille, unico punto debole dell'eroe per eccellenza, famoso anche per essere soprannominato "Achille dal pié veloce".

Tra massaggi ai piedi e danze indiane, si arriva alle ultime pagine del libro, quelle più esplicite da un punto di vista sessuale. "Adorabili feticci", un'immersione nella cultura fetish iniziando dalle favole: "Il principe di Cenerentola non era l'uomo perfetto. Era soprattutto un principe feticista, feticista dei piedi, appunto". L'autrice ne è certa: non solo l'uomo della fiaba è attirato dal delizioso piede della giovane, ma "infilare il piede in una scarpa equivale a un vero e proprio atto sessuale".

E con le classificazioni freudiane di "piccolo feticismo" (minime deviazioni) e "grande feticismo" (patologia vera e propria), Berarda Del Vecchio presenta al lettore La Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch,  un classico della letteratura erotica in cui il dominato Severin bacia i piedi della dominante Wanda, e Bettie Page, leggendaria pin up degli anni Cinquanta in calze di nylon e tacchi a spillo, scarpe tanto alte da risutare "calzature costrittive".

 Chiudono l'opera un'appendice curativa (un elenco di rimedi contro dolori a piedi e gambre, dal pediluvio alla riflessologia plantare) e una serie di proverbi e modi di dire a tema ("avere i piedi per terra" , "fatto coi piedi" e così via). Sensuale, ironico e pedagogico, questo libro permetterà a tutti di cominciare il 2007 con il piede giusto, non c'è dubbio.


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Confessor || 12:30 || domenica, 07 gennaio 2007
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Dopo un lungo cammino, arrivai nel fitto del bosco, volevo nutrirmi del suo silenzio e meditare. Seduto sotto un albero, mentre ero inebriato dall'anima dei tassi e delle querce che s'insinuavano in me e mi raccontavano antiche storie di uomini che avevano scoperto il Segreto, udii il frusciare delle foglie sopra la mia testa....alzai gli occhi ed intravidi una forma, un piccolo uomo, su un ramo, che mi sorrideva con uno strano ghigno...in quello stesso istante il balenare del sole tra gli alberi mi accecò, distolsi subito lo sguardo. Di sicuro lo avevo immaginato, ma non ne ero certo. Mi avevano raccontato di strani esseri che vivevano in quei boschi. Si diceva fossero come piccoli uomini dispettosi, guai ad incontrarli. Io non avevo mai creduto a storie simili. Dopo un po’, la mia mente, lasciata completamente alla deriva, approdò, e forse non fu un caso, al ricordo delle storie di Gulliver e dei suoi viaggi…quanti come lui, pensai, cercano senza sosta un’Isola felice, dove poter riposarsi, ma trovano solo luoghi ostili, abitati da persone "diverse", giganti o nani, esseri con cui combattere, da cui fuggire, esseri spaventosi. Ricordai, poi, il mio passato di "naufrago" ed ebbi come un brivido, poi immaginai Gulliver che mi veniva incontro con passo lento. Quando mi fu vicino, notai che era alto come me. Mi sorrise ed io d’istinto lo abbracciai. Una lacrima scivolò sulla mia guancia.

Confessor || 22:16 || lunedì, 30 ottobre 2006
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...svelato, ordunque, è l'arcano sui sollazzi che Biancaneve sovente si prendea in compagnia dei nani...

uuu11

Confessor || 15:25 || lunedì, 06 febbraio 2006
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...il resto della storia:

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Confessor || 12:01 || lunedì, 06 febbraio 2006
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[...] e fu così che, sempre più spesso, qualcuno dei nani, adducendo finti malanni, cercava di evitare di andare al lavoro, per rimanere solo con Biancaneve [...]

Sf0nd0

Confessor || 08:09 || lunedì, 06 febbraio 2006
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