Tornerà la devozione delle donne di una volta ?
attendo "sferzate"... ;)

Un articolo che mi riguarda:

Visto il malfunzionamento del link, riscontrato cliccando sull'immagine, posto qui di seguito due link testuali che portano entrambi all'articolo, fatemi sapere se stavolta funzionano...
"La Supplente" (se vuoi conoscerne la storia cliccaci su...)
PASSIONE
Passione fonde
come cera
corpi frementi
che sete hanno
d’Infinito.
Ricercano
l’immortalità
nella congiunzione
dei corpi,
nell’intreccio
delle anime.
(poesia inedita)

La valente scrittrice Alessandra Benfenati, di cui sto leggendo il libro “Essenza di basilico” (un romanzo autobiografico davvero appassionante, talmente tanto che il confronto con Isabel Allende mi è venuto spontaneo…), ha voluto omaggiarmi con un’analisi grafologica relativa alla mia lettera “g”. Tutto risale a qualche giorno addietro quando mi è stato espressamente richiesto di inviare una frase, scritta di mio pugno, che contenesse più volte la suddetta lettera dell’alfabeto…se siete curiosi di leggere l’esito dell’indagine calligrafica cliccate sulla foto di Alessandra qui in basso…
(Per acquistare il libro clicca sulla copertina o contatta l'autrice)
"L'adorazione del piede", dal racconto biblico alla cultura fetish.
218 pagine, 18 euro
Editore Castelvecchi
Dall'Olympia di Manet a La Chiave di Junichiro Tanikazi, dalla Ninfa dormiente del Canova a Pulp Fiction di Quentin Tarantino. Fascino, desiderio, gioiosa ossessione: i piedi. Berarda Del Vecchio, ventottenne romana, è partita dalle proprie foto d'infanzia, una bimba di due anni che si succhia l'alluce, per raccontare, descrivere, storicizzare una passione e scrivere "L'adorazione del piede", ora nelle librerie grazie all'editore Castelvecchi.
La parte più bassa del corpo, quella a stretto contatto con la terra e la strada, sempre in bilico tra l'essere considerata "sporca" - fino a pochi anni fa addirittura messa al bando dal comune vocabolario, indicata con la parola "estremità" - ed essere ritenuta sensuale feticcio in grado di risvegliare o tener sempre vivo l'erotismo all'interno della coppia.
Il loto d'oro, l'usanza cinese di fasciare i piedi delle donne, è un simbolo storico della soggezione femminile, attrattiva sessuale per l'uomo, ma anche elemento di differenziazione sociale. Piedi piccoli, lunghi meno di otto centimetri, impedivano di camminare: in Cina, prima di diventare una sadica "moda", erano testimonianza di una posizione economica privilegiata. Infatti, la donna appartenente all'aristocrazia non aveva bisogno di muoversi perché l'uomo si occupava del suo mantenimento.
E andando a ritroso nel tempo, Berarda Del Vecchio sfoglia la Bibbia ed elenca i piedi sacri, indagando misteri e significati, iconografia e iconologia: il demonio schiacciato da San Michele, Abramo che accoglie gli angeli e Gesù che si abbassa per lavare i piedi ai propri apostoli. Dalle rappresentazioni sacre al racconto mitologico dell'antica Grecia, ancora i piedi protagonisti: quelli gonfi di Edipo e il tallone d'Achille, unico punto debole dell'eroe per eccellenza, famoso anche per essere soprannominato "Achille dal pié veloce".
Tra massaggi ai piedi e danze indiane, si arriva alle ultime pagine del libro, quelle più esplicite da un punto di vista sessuale. "Adorabili feticci", un'immersione nella cultura fetish iniziando dalle favole: "Il principe di Cenerentola non era l'uomo perfetto. Era soprattutto un principe feticista, feticista dei piedi, appunto". L'autrice ne è certa: non solo l'uomo della fiaba è attirato dal delizioso piede della giovane, ma "infilare il piede in una scarpa equivale a un vero e proprio atto sessuale".
E con le classificazioni freudiane di "piccolo feticismo" (minime deviazioni) e "grande feticismo" (patologia vera e propria), Berarda Del Vecchio presenta al lettore La Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch, un classico della letteratura erotica in cui il dominato Severin bacia i piedi della dominante Wanda, e Bettie Page, leggendaria pin up degli anni Cinquanta in calze di nylon e tacchi a spillo, scarpe tanto alte da risutare "calzature costrittive".
Chiudono l'opera un'appendice curativa (un elenco di rimedi contro dolori a piedi e gambre, dal pediluvio alla riflessologia plantare) e una serie di proverbi e modi di dire a tema ("avere i piedi per terra" , "fatto coi piedi" e così via). Sensuale, ironico e pedagogico, questo libro permetterà a tutti di cominciare il 2007 con il piede giusto, non c'è dubbio.

Ma chi è la Befana?
Per meglio capire questa figura, dobbiamo andare indietro nel tempo fino al periodo dell'antica Roma. Già gli antichi Romani celebravano l'inizio d'anno con feste in onore al dio Giano (e di qui il nome Januarius al primo mese dell'anno) e alla dea Strenia (e di qui la parola strenna come sinonimo di regalo). Queste feste erano chiamate le Sigillaria; ci si scambiavano auguri e doni in forma di statuette d'argilla, o di bronzo e perfino d'oro e d'argento. Queste statuette erano dette "sigilla", dal latino "sigillum", diminutivo di "signum", statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bambini che ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) in forma di bamboline e animaletti. Questa tradizione di doni e auguri si radicò così profondamente nella gente, che persino la Chiesa dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina.
Dalla Romanità passiamo al Medioevo, periodo ricco di racconti demoniaci e di magie. Proprio in questa epoca medioevale si dà molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell'Epifania è anche chiamata la "Dodicesima notte". È un periodo molto delicato e critico per il calendario popolare, è il periodo che viene subito dopo la seminagione; è un periodo, quindi, pieno di speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno. In quelle dodici notti il popolo contadino credeva di vedere volare sopra i campi appena seminati Diana con un gruppo più o meno numeroso di donne, per rendere appunto fertili le campagne. Nell'antica Roma Diana era non solo la dea della luna, ma anche la dea della fertilità e nelle credenze popolari del Medioevo Diana, nonostante la cristianizzazione, continuava ad essere venerata come tale. All'inizio Diana e queste figure femminili non avevano nulla di maligno, ma la Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane e per rendere più credibile e più temuta questa condanna le dichiarò figlie di Satana! Diana, da buona dea della fecondità diventa così una divinità infernale, che con le sue cavalcate notturne alla testa delle anime di molte donne stimola la fantasia superstiziosa dei popoli contadini. Di qui nascono i racconti di vere e proprie streghe, dei loro voli e convegni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Nasce anche da qui la tradizione diffusa in tutta Europa che il tempo tra Natale ed Epifania sia da ritenersi propizio alle streghe. E così presso i tedeschi del nord Diana diventa Frau Holle mentre nella Germania del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste "Signore" portano in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si spostano volando o su una scopa o su un carro, seguite dalle "signore della notte", le maghe e le streghe e le anime dei non battezzati.
Strenia, Diana, Holle, Berchta,... da tutto questo complesso stregonesco, ecco che finalmente prende il volo sulla sua scopa una strega di buon cuore: la Befana. Valicate le Alpi, la Diana-Berchta presso gli italiani muta il suo nome e diventa la benefica Vecchia del 6 gennaio, la Befana, rappresentata come una strega a cavallo della scopa, che, volando nella dodicesima notte, lascia ai bambini dolci o carbone. Nella Befana si fondono tutti gli elementi della vecchia tradizione: la generosità della dea Strenia e lo spirito delle feste dell'antica Roma; i concetti di fertilità e fecondità della mite Diana; il truce aspetto esteriore avuto in eredità da certe streghe da tregenda; una punta di crudeltà ereditata da Frau Berchta. Ancora oggi un po' ovunque per l'Italia il 6 gennaio si accendono i falò, e, come una vera strega, anche la Befana viene qualche volta bruciata...

LEZIONI DI SESSO.
Dal porno a un libro che esplora il sesso a 360 gradi. La diva dell'hard Nina Hartley, 47 anni di cui 22 vissuti sui set dei film a luci rosse, pubblica il suo punto di vista su sesso e dintorni nel suo "Nina Hartley's Guide to Total Sex".
"Avete diritto alla vostra sessualità, a esprimerla e a soddisfarla", recita l'introduzione del libro della pornostar Nina Hartley, che non è nuova all'idea di mettere a disposizione del pubblico la sua esperienza in fatto di eros. La sua nuova guida segue infatti una serie di 32 video di "consigli pratici sul sesso" che Nina ha iniziato a pubblicare nel 1994 e che a oggi sono ancora dei best seller.
Ma come fa una pornostar a essere ancora interessata all'argomento dopo due decadi di pratica reale sul set? Intervistata da The Village Voice, Nina risponde che il suo dispensare consigli sul sesso è quasi una vocazione: "Mi piace l'idea di poter aiutare le persone a capire e accettare la propria sessualità. Solo così la si può poi esprimere nella maniera più salutare possibile".
Nina infatti sta progettando di pubblicare almeno altri sei video di consigli erotici, due dei quali hanno già un tema definito. Uno si occuperà di insegnare alle donne come svestirsi per il piacere del proprio uomo, mentre il secondo elargirà consigli a tutte coloro che desiderano esplorare i piaceri dell'eros non solo con partner uomini ma anche con persone dello stesso sesso.
Alla richiesta di indicare quale dei suoi video ritenga più utile, Nina cita quello sulle tecniche di autoerotismo. "È sensazionale perché è molto vero. La masturbazione è un momento di autentica scoperta di se stessi. Anche la coppia di performer che ci ha aiutato a realizzarlo, che non era certo alle prime armi, ci ha detto di avere scoperto quanto possa essere divertente. La cosa mi ha lusingata moltissimo".
Tra un video e l'altro, Nina dovrà trovare spazio per le presentazioni del suo libro, alcune delle quali si terranno anche in forma di seminari in diverse università statunitensi. "Si discute sempre più spesso di educazione sessuale e ne sono felice: il sesso vissuto bene e senza rischi influenza positivamente tutta una serie di aspetti legati alla salute in generale. Più se ne parla, meglio è, perché non se ne sa mai abbastanza. Scoprire sempre più cose sulla propria sessualità individuale non può essere che un bene".


Una ragazza norvegese di 24 anni, dopo approfondito dibattimento dei giudici è stata condannata a 9 mesi di prigione e al pagamento di un risarcimento, per aver fatto sesso con un uomo che dormiva.
Secondo quando riportato dal giornale Aftenposten, la ragazza, la cui identità non è stata rivelata, oltre alla prigione, dovrà risarcire l'uomo che l'ha denunciata con 40.000 corone norvegesi (6.385 dollari).
Il fatto è accaduto il 4 gennaio 2004, in un appartamento di Bergen (Norvegia). Secondo i documenti della Corte, in base ai fatti denunciati, l'uomo, mentre dormiva sul divano, si svegliò e sorprese la ragazza mentre era impegnata a fare sesso orale su di lui.
In Tribunale la ragazza ha ammesso quanto denunciato dall'uomo, ma ha sostenuto che lui era sveglio e approvava quello che stava facendo.
L'uomo, davanti alla Corte, ha ribadito le sue accuse e ha detto che l'episodio lo ha talmente spaventato minando gravemente la sua salute: da quel giorno è caduto in angoscia mentale con difficoltà psicologiche (questo è il motivo per cui la ragazza dovrà pagare il risarcimento).
Il caso, finito in Tribunale, ha destato molto interesse in Norvegia, perché è la prima volta che una donna viene condannata per violenza sessuale su un uomo.
Liberamente tradotto da Wayodd
